sabato 26 settembre 2009

Discussione sulla questione dei metodi e dei principi nel qigong 6

Se nell’allenamento di wuyuan zhang non si riesce ad avere sensazioni negli organi interni, come si può fare? Secondo il ragionamento precedentemente, se nella pratica non sono ancora emerse chiare capacità di “percezione” e di “visione interiore”, non è consentito allenare abilità di così alto livello. In ogni caso, anche se non si hanno queste percezioni, non importa; attraverso l’abbinamento di respirazione, emissione di certi suoni e dei movimenti, spontaneamente si sarà in grado di ristabilire il flusso di qi e di sangue negli organi interni. Ci sono alcuni che affermano di non sapere la posizione precisa degli organi interni o di come muovere il qi con i suoni. In realtà il qi del corpo ha un rapporto di dipendenza molto stretto nei confronti di forma e pensiero. Se solo il corpo si muove un po’, il qi può muoversi; se la mente si muove, il qi può muoversi. Se nell’allenamento di xingshenzhuang la concentrazione della mente nei movimenti è insufficiente, allora nell’allenamento di wuyuanzhuang la mente  non potrà concentrarsi. Se il pensiero è disordinato, il qi  sfuggirà e non si fermerà sul tal organo interno. Nell’allenamento di wuyuanzhuang ogni organo ha una connessione diretta con le emozioni. Alcuni dopo aver praticato wuyuan zhuang scoprono che il loro temperamento è  peggiorato. Perché accade questo? Perché non si è in grado di risolvere in modo consapevole la parzialità dei propri sentimenti. Nell’allenamento di wuyuanzhuang si richiede di condurre le emozioni. Nell’allenamento del fegato si allena la rabbia, con gli occhi che fissano in modo rabbioso. Nell’allenamento del cuore si allena la gioia, etc. Se normalmente non prestate attenzione all’autocontrollo, alla cosciente moderazione del vostro temperamento e invece amate arrabbiarvi, allora nella pratica si allenerà l’odio, il qi si produrrà in modo notevole e le emozioni saranno ancora più sbilanciate. Le emozioni non stabilizzate possono attrarre qi e sangue non stabilizzati e condurre alla malattia. Quindi l’allenamento di wuyuanzhuang richiede assolutamente di prestare attenzione alla moderazione del proprio carattere, al nutrimento di daode e nel modellamento di un nuovo Sé. Wuyuanzhuang appartiene alla fase interna dello hunyuan e richiede che la psiche e il corpo, inclusi organi interni e struttura fisica, siano uniti di modo da rafforzare la loro funzione.

venerdì 18 settembre 2009

Discussione sulla questione dei metodi e dei principi nel qigong 5

E se una volta iniziato l’allenamento dello hunyuan interno non si riesce ad accedere allo stato di quiete, come si fa? Bisogna insistere, tenere duro e si riuscirà; non serve preoccuparsi se si entra o no nello stato di quiete. Recentemente ho creato un gruppo di più di 200 praticanti per l’allenamento serale del zhanzhuang. Come minimo restano in posizione un ora e mezza, con tutto il corpo sudato e provati dalla stanchezza. Anche se stanche alle persone non è consentito di muoversi dalla posizione che esige che le braccia rimangano all’altezza delle spalle. Intensificare l’allenamento vuol dire innanzitutto temprare la volontà, allenare la capacità di autocontrollo e creare una determinazione interiore inarrestabile davanti all’infelicità o anche la morte. Questa forza di volontà inarrestabile non è altro che il gongfu[i].  Ci sono dei praticanti che allenando “Alzare i palmi e separare le dita”[ii], dopo alcune ripetizioni non ce la fanno e interrompono l’esecuzione senza riuscire a raccogliere l’attenzione sul corpo. Per quale motivo?! La ragione è che le capacità della propria psiche di governare il corpo e di comandare i movimenti vitali non sono così forti. E come queste capacità possono diventare forti? Semplicemente iniziando da un allenamento improntato alla forza di volontà. Una debolezza nella volontà procede verso importanti fattori mentali errati e inoltre fallisce di raggiungere un prerequisito di base intrinseco. Se non c’è un fattore mentale di tenacia, non si può fare nulla. Allenare lo hunyuan interno vuol dire sviluppare questo spirito indomito. Se si ha questo fattore mentale, si ha il gongfu. Concentrare il proprio pensiero e l’attività della psiche all’interno del corpo, unire questi ai movimenti del corpo e concentrare la psiche durante i movimenti, questo è Xingshen zhuang. L’intensificazione dell’allenamento di Xingshen zhuang può far emergere dolore in braccia e gambe. In questo momento bisogna usare tutta la tenacia della propria forza di volontà per persistere e sperimentare seriamente la sensazione di dolore.







[i] Da tradurre con “abilità nella pratica”.
[ii] Esercizio all’interno della sequenza Xingshen zhuang

venerdì 11 settembre 2009

Discussione sulla questione dei metodi e dei principi nel qigong 4


Nel zhineng qigong non ci alleniamo in questo modo, ma procediamo sin dall’inizio lungo il percorso di “uomo e cielo uniti”. I limiti fra uomo e natura vengono abbattuti, il qi interno viene emesso all’esterno e il qi esterno viene raccolto all’interno. Dall’esterno poco alla volta si spinge all’interno. All'inizio il processo di allenamento del zhineng qigong procede nello hunyuan esterno, per poi passare allo hunyuan interno e allo hunyuan centrale. Lo hunyuan esterno è il rafforzamento della funzione di scambio del movimento del qi, ciò che già normalmente avviene fra uomo e natura.  In questo modo le normali funzioni vitali dell’uomo vengono fortificate; il livello di salute di corpo e mente migliora di un livello, oltre il livello ordinario di salute. Lo hunyuan esterno non si limita alla cute, ma comprende la parte esterna di ogni tessuto. Ognuno di essi rappresenta un sistema indipendente che possiede delle parti interne ed esterne nei confronti dell’ambiente circostante con cui mantiene un processo di scambio. Una cellula è essa stessa un intero, ma per quanto riguarda l’“intero” uomo è anche una parte. La cellula ha anche bisogno che tutta la sua superficie esterna comunichi con i tessuti circostanti. Quindi il movimento nel flusso di qi dello hunyuan esterno avviene a livello della cute, ma è anche possibile individuare molti livelli sottili all’interno del corpo umano in cui sia presente una componente “esterna”. Per quanto riguarda l’essere umano come “intero”, l’allenamento di pengqi guanding prevede l’uso della mente per muovere il qi. Questo permette che non ci sia ostacolo fra epidermide e hunyuanqi della natura. Il pensiero va all’esterno fino all’orizzonte, quindi viene raccolto all’interno del corpo e quando entra si rimane col pensiero all’interno. Nel momento in cui si ottengono i risultati come la sensazione di qi o un’abbondante movimento del flusso di qi si deve iniziare ad allenare lo hunyuan interno. Xingshenzhuang e Wuyuanzhuang appartengono entrambi alla fase dello hunyuan interno. Questo è il momento in cui la mente si unisce al corpo. Se con l’allenamento dello hunyuan esterno attraverso un aumento della tranquillità, il qi del mondo naturale, il proprio qi e la mente raggiungono l’unione; con l’allenamento dello hunyuan interno, la mente viene raccolta nel proprio corpo. In questo senso si può definire questa seconda fase come concentrazione della mente. Il primo livello si può definire come rilassamento e il secondo come concentrazione. Concentrazione non significa focalizzare con tutte le proprie forze, ma portare l’attenzione gentilmente. Attraverso i requisiti dei diversi movimenti, la mente si unisce con i movimenti del corpo. Questa fase procede sulle fondamenta create durante lo hunyuan esterno. Il qi all’esterno del corpo entra abbondantemente e il qi interno esce altrettanto abbondantemente. Da questo momento, con la pratica del qigong, il qi si raccoglie all’interno e comincia ad accumularsi in ogni parte del corpo. Più si pratica e più il qi entra in profondità, si approfondisce il livello e l’estensione. E’ quindi indispensabile che le persone che vogliano essere in buona salute intensifichino un po’ la loro pratica.

venerdì 4 settembre 2009

Discussione sulla questione dei metodi e dei principi nel qigong 3


Il processo di allenamento del zhineng qigong è differente da quello dei qigong tradizionali. In passato la pratica prevedeva innanzitutto l’allenamento dei propri jing, qi, shen (questo non permetteva il raggiungimento di livelli elevati). Per i daoisti c’era la circolazione celeste (la piccola circolazione celeste, la grande circolazione celeste e la circolazione dei 4 e dei 10 rami celesti) in cui jing, qi, shen venivano resi abbondanti nel corpo. In realtà, il processo di allenamento della circolazione celeste non fa altro che usare una stretta relazione fra pensiero e qi. Nel momento in cui il jing viene trasformato nel qi si fa un passo avanti nell’allenamento di “lo shen entra nel qi, il qi avvolge lo shen” che è il cosiddetto processo di creazione del cinabro. E cos’è il cinabro? Non è altro che la mutazione nella relazione fra il qi e lo shen. Con la concentrazione del qi, fra shen e qi si crea un legame ancor più stretto. Successivamente il cinabro si sviluppa ulteriormente e diventa l’embrione. La raffinazione dell’embrione viene chiamata “creazione del bambino”. In fin dei conti è la qualità del qi che raggiunge livelli di trasformazione più elevati e le funzioni del corpo si rafforzano di conseguenza. A questo punto la pratica cessa di essere chiusa, si deve aprire tianmen. L’apertura di tianmen è solo l’apertura di un punto chiave sulla sommità della testa. In realtà lo shen è il risultato della funzione della corteccia cerebrale. Perciò può uscire direttamente da tianmen, ma può anche uscire da occhi, orecchi, naso e dalle altre cavità. In passato si parlava di questo come dell’apertura di xiaoqiao. Perciò, normalmente l’attività psichica di ognuno di noi avviene attraverso il contatto degli organi di senso con il mondo esterno. Non appena c’è il contatto, si incontra il mondo materiale. Gli antichi al fine di evitare che l’attività della psiche delle persone si unisse agli oggetti concreti del mondo esterno, non permetteva a questa di uscire da occhi, orecchi, naso, lingua, etc., ma solamente da tianmen. Per questo motivo si apriva tianmen. In realtà non è altro che l’effetto che mente e coscienza creano portando il qi. Quando l’allenamento raggiunge un certo livello, la capacità di unione fra coscienza e qi si rafforza. Alcune di queste persone sembra possano vedere “il bambino” venire fuori, ma in realtà è il pensiero che esce e porta con sé un po’ più di qi. Molti dei nostri istruttori sono in grado di diagnosticare una malattia a distanza e di guarire a distanza. In realtà anche questo non è altro che inviare il pensiero all’esterno. Il pensiero porta il qi, le informazioni escono e la malattia guarisce. Questa metodica e l’apertura di tianmen della Scuola Dandao non solo sono due cose di differente grado, ma questo qi è hunyuanqi e non il proprio qi corporeo. Nel qigong tradizionale quando l’allenamento raggiunge un certo livello e, la coscienza con il qi è in grado di uscire ed entrare a piacimento, questo viene descritto come trappola imprevedibile: se una volta uscita incontrava un fantasma o uno spirito non era più in grado di tornare indietro, le persone morivano e si veniva ingannati da questa superstizione. In realtà era la paura che portando sempre la coscienza fuori per indagare questo e quello negli altri come risultato si ottenesse che il qi si esaurisse. Con il qi scarso lo shen non era equilibrato e si finiva con l’avere dei disturbi mentali. Anche gli antichi sentirono o capirono questo problema e perciò idearono alcune formule come: "non permettere che questo accada", "evita di consumare il qi e disperdere lo shen", "l’abilità non può più crescere di così", "fa che il tuo livello rientri nel detto “sono in grado, ma non lo dimostro”". Nel momento in cui le abilità continuavano a crescere anche se la coscienza si allontanava notevolmente era poi in grado di far ritorno. Si era in grado di osservare in modo completo una determinata cosa (in realtà questo era dovuto al rafforzamento della funzione di percezione della coscienza) e poi si era anche capaci di riportare indietro il qi nel proprio corpo. Dall’interno del corpo il qi riempiva l’esterno. Il corpo completamente pieno veniva chiamato “mente e corpo completamente sublimi” e in seguito si diceva “disperdere nel vuoto”. Quest’ultima definizione non era la disintegrazione del grande vuoto di cielo e terra, ma indicava l’apertura del confine fra l’area che circondava l’uomo e il mondo naturale esterno, si diventava tutt’uno con la natura. In fine si raggiungeva “Uomo e terra amalgamati”, o “Corpo e Dao sono eguali”. Il metodo degli antichi era di esercitarsi dall’interno all’esterno: dapprima praticare affinché jing, qi fossero abbondanti all’interno del corpo, quindi uscire dal corpo e alla fine unire interno ed esterno.